Torre San Giovanni

Torre San Giovanni è una località conosciuta per le sue attrazioni turistiche, per le bellissime spiagge che ne caratterizzano la costa sud, che, come d’altronde molto comune nell’area circostante si presentano come splendide distese di sabbia, qui a Torre San Giovanni bianchissima, un mare che digrada dolcemente e una fila di dune di sabbia sulle qual cresce la macchia mediterranea.

Ma Torre San Giovanni, al contrario di altre località vicine non si è sviluppata solo in anni recenti grazie alla spinta turistica. La località infatti ha una storia strettamente collegata con quella della cittadina di Ugento, che si trova leggermente nell’interno, di cui Torre San Giovanni è stata per lungo tempo l’approdo sul mare.

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Tante sono le testimonianze dell’antica presenza qui dell’uomo, ed in particolare della civiltà messapica, una popolazione che, probabilmente proveniente dall’Illiria, l’area dei Balcani corrispondente alla ex-Jugoslavia, si è insediata in Salento tra il terzo ed il secondo millennio Avanti Cristo. Tra queste i resti di antiche mura monolitiche probabilmente fortificazioni di protezione all’area portuale, che gli studiosi fanno risalire al 500 Avanti Cristo.

Sono poi state ritrovate tracce anche di insediamenti romani, segno che i nuovi dominatori continuavano ad avere un forte interesse per la posizione di Torre San Giovanni per le loro attività economiche e probabilmente anche belliche.

Certo è che per lunghi secoli, finita l’epoca romana, la cittadina conoscerà una decadenza inesorabile, causata principalmente da fatto che l’area paludosa e quindi malarica, e le incursioni dei saraceni dal mare obbligheranno la popolazione ad allontanarsi dalla costa, per poi ritornarci solo a partire dalle bonifiche attuate nel corso degli anni ’30 e successivamente, negli anni del boom economico, quando la località comincia la sua parabola ascendente come località balneare.

Domina sul paese la torre cinquecentesca, che qui ha una finzione particolarmente importante perchè da sempre indica ai naviganti il pericoloso tratto di mare davanti alla costa di Ugento, ricco di secche insidiose. E’ per questo motivo che la torre è piastrellata a grossi scacchi neri e bianchi, che la rendono visibile sin da lontano. Nonostante una certa crescita disordinata delle infrastrutture sia turistiche che portuali, Torre San Giovanni continua ad essere una località pluripremiata per la qualità e la pulizia delle sue acque.

Una visita a Ugento da Lido Marini

Parlare di Ugento significa parlare di un periodo della storia del Salento che sebbene molto remoto ha lasciato indelebili tracce, la civiltà messapica. Una popolazione migrata nelle terre pugliesi dalle coste adriatiche della Illiria, l’area dei Balcani di fronte alle coste italiane dell’Adriatico, e che qui si è sviluppata in vere e proprie metropoli, le città fortificate della Messapia, dedicandosi non solo ad attività tradizionali come agricoltura e pastorizia ma anche di commerci e traffici con i paesi mediterranei.

Prova ne sono le cittadine messapiche che pur poste leggermente nell’entroterra creavano delle basi navali dalle quali partivano ed a cui approdavano navi cariche di mercanzie. Ugento avrà il suo porto a Torre San Giovanni, quella che oggi è una delle sue marine, così come Torre San Gregorio sarà lo sbocco sul mare dell’antica ed oggi scomparsa città di Vereto.

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Una storia moto antica dunque quella di Ugento, una cittadina che chi è in vacanza in questo tratto di costa salentina può decidere di visitare per le bellezze che racchiude nel piccolo ma prezioso centro storico. Se si vuol percorrere le attrattive di Ugento in un percorso cronologico la prima cosa da visitare sono le mura messapiche che sorgono in città e sono ancora visibili in parte, accanto ad esse restano anche tracce di fortificazioni più recenti, risalenti al periodo bizantino.

Sempre dell’epoca messapica i resti dell’antica acropoli cittadina, ed i resti di una necropoli dello stesso periodo, mentre poco distante dal nucleo urbano si trovano due menhir ancora in buone condizioni conservative.

Dell’epoca medievale resta invece l’interessante testimonianza del Castello, edificato nel tredicesimo secolo, e più volte rimaneggiato fino a perdere la sua originaria struttura fortilizia per diventare una elegante dimora signorile.

Dell’epoca medievale e rinascimentale restano diversi palazzi signorili, dal Palazzo Vescovile a Palazzo Gigli, mentre di epoca seicentesca è Palazzo Colosso, che si presenta in parte nella sua struttura originale in parte con decisi rimaneggiamenti di età ottocentesca, e che al suo interno possiede una delle più importanti collezioni archeologiche dell’area Salentina, la collezione archeologica Colosso.