Una visita a Ugento da Lido Marini

Parlare di Ugento significa parlare di un periodo della storia del Salento che sebbene molto remoto ha lasciato indelebili tracce, la civiltà messapica. Una popolazione migrata nelle terre pugliesi dalle coste adriatiche della Illiria, l’area dei Balcani di fronte alle coste italiane dell’Adriatico, e che qui si è sviluppata in vere e proprie metropoli, le città fortificate della Messapia, dedicandosi non solo ad attività tradizionali come agricoltura e pastorizia ma anche di commerci e traffici con i paesi mediterranei.

Prova ne sono le cittadine messapiche che pur poste leggermente nell’entroterra creavano delle basi navali dalle quali partivano ed a cui approdavano navi cariche di mercanzie. Ugento avrà il suo porto a Torre San Giovanni, quella che oggi è una delle sue marine, così come Torre San Gregorio sarà lo sbocco sul mare dell’antica ed oggi scomparsa città di Vereto.

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Una storia moto antica dunque quella di Ugento, una cittadina che chi è in vacanza in questo tratto di costa salentina può decidere di visitare per le bellezze che racchiude nel piccolo ma prezioso centro storico. Se si vuol percorrere le attrattive di Ugento in un percorso cronologico la prima cosa da visitare sono le mura messapiche che sorgono in città e sono ancora visibili in parte, accanto ad esse restano anche tracce di fortificazioni più recenti, risalenti al periodo bizantino.

Sempre dell’epoca messapica i resti dell’antica acropoli cittadina, ed i resti di una necropoli dello stesso periodo, mentre poco distante dal nucleo urbano si trovano due menhir ancora in buone condizioni conservative.

Dell’epoca medievale resta invece l’interessante testimonianza del Castello, edificato nel tredicesimo secolo, e più volte rimaneggiato fino a perdere la sua originaria struttura fortilizia per diventare una elegante dimora signorile.

Dell’epoca medievale e rinascimentale restano diversi palazzi signorili, dal Palazzo Vescovile a Palazzo Gigli, mentre di epoca seicentesca è Palazzo Colosso, che si presenta in parte nella sua struttura originale in parte con decisi rimaneggiamenti di età ottocentesca, e che al suo interno possiede una delle più importanti collezioni archeologiche dell’area Salentina, la collezione archeologica Colosso.

Bellezze turistiche ed artistiche vicino a Lido Marini

Da Lido Marini, percorrendo in lungo ed in largo la costa salentina si incontrano diverse località che vale la pena di visitare. Si può fare una divisione tra le attrattive di carattere naturalistico e balneare, e quelle invece di carattere storico artistico.

Tra le prime le altre marine di Ugento, come Torre San Giovanni, oppure Torre Mozza con il suo panorama dominato dall’austera torre circolare che svetta bianca su una distesa di macchia mediterranea. Più a sud altri panorami di spiagge da lasciare senza fiato, TorrePali, con la sua torre diroccata che svetta tra le acque del mare, Pescoluse, forse una delle spiagge più fantastiche del Salento, con i suoi 8 chilometri di spiaggia pressochè incontaminata.

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Ancora più a sud il dolce paese di Torre Vado, con il suo porticciolo turistico e le tante occasioni di godersi un buon pranzetto o una cenetta deliziosa. Quando si è superato Torre Vado si intravedono, lungo la costa, le grandi pareti di scogli che preannunciano il bel panorama del litorale di Santa Maria di Leuca, fantastico incontro tra i mari Adriatico e Mediterraneo, che in molti sostengono si possa intuire se non addirittura vedere chiaramente contemplando le sfumature cromatiche delle acque proprio davanti alla cittadina.

A nord di Lido Marini le basse scogliere di Capilungo, di Torre Suda, di Marina di Mancaversa, fino a toccare Punta del Pizzo che si avventura nel mare racchiudendo le spettacolari ricchezze del grande golfo di Gallipoli.

Tra le attrattive storico architettoniche ricordiamo le testimonianze archeologiche di Salve, i resti della civiltà messapica che si possono ammirare ad Ugento, le belle cittadine dell’entroterra immerse in panorami verdeggianti di ulivi e vigne, come Presicce, Acquarica del Capo, Miggiano, Altessano, Castrignano del Capo, le masserie sparse nelle campagne, alcune trasformate in deliziosi ed accoglienti agriturismi per assaporare il meglio della cucina realizzata con i prodotti locali.

Per chi ha del tempo da non mancare le città d’arte, raggiungibili con pochi chilometri di auto o grazie alla rete di trasporti su ferrovia e bus, Castro ed il suo splendido centro storico medievale, ed il magnifico panorama di grotte, Otranto con il suo castello e le sue chiese gotiche e romaniche, Gallipoli arroccata sul mare, Nardò e la sua chiesa Cattedrale dichiarata monumento nazionale, e per finire il capoluogo, Lecce, con le sue chiese e palazzi barocchi, a parere di tanti tra le più belle creazioni del barocco non solo italiano.

Pirati sulle coste di Ugento e di Salve

Se le coste del Salento non erano sicure durante tutto il medioevo e fino alla seconda metà del seicento, anche il resto delle coste italiane non era da meno. Era un epoca in cui le più grandi potenze del tempo si scontravano nel bacino del Mediterraneo per la supremazia sui mari, che significava il controllo dei commerci e dei traffici, una partita di notevole peso nell’economia degli stati costieri mediterranei, da Genova a Venezia, dalla Francia alla Spagna, prima che le grandi rotte transoceaniche facessero cadere in una crisi irreversibile soprattutto quegli stati che mancavano di uno sbocco diretto con i mari oceanici.

Uno de grandi nemici storici dell’occidente cristiano erano naturalmente i turchi, che imperversavano nel mediterraneo sovente dedicandosi a vere e proprie azioni di pirateria, e che avevano le loro basi non solo ad Istanbul, nel cuore dell’Impero Ottomano, ma anche in altre città della costa nord africana, in particolare Tunisi ed Algeri.

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Le scorrerie dei pirati avevano come bottino privilegiato le riserve alimentari, ed anche la popolazione giovane di entrambi i sessi che veniva fatta schiava e venduta.

Uno dei più temibili tra i capitani delle navi pirate e corsare dei turchi è stato il pirata Barbarossa, un nome che ancora oggi è ricordato con rispetto e terrore da tutti coloro che parlano di pirati. Sarà lui il protagonista di decine di scorrerie lungo le coste greche i gioventù, ed in seguito italiane, fino a giungere alle coste dell’Andalusia in Spagna.

Sarà lui a distruggere Ugento nel 1537, sbarcando sulla costa e riuscendo a giungere in città prima che gli abitanti riuscissero ad apprestare le difese necessarie.

Un altro grande protagonista della pirateria è stato il pirata Dorgut, che infurierà nello stesso territorio il decennio successivo, arrivando ad assediare la città di Salve. Fortunatamente in questo caso, per gli abitanti della piccola cittadina le cose andarono meglio che per gli abitanti di Ugento, perchè riuscirono a resistere, asserragliati tra le mura della città ed a respingere gli assalitori.

Nonostante grandi investimenti e sforzi congiunti delle potenze occidentali, la supremazia dei turchi sul mare resterà tale fino alla battaglia di Lepanto, la prima grande vittoria navale da parte di una coalizione di forze cristiane.